Le Copali e le altre resine fossili

Copali ed altre resine fossili

Le copali sono resine soprattutto fossili, ma anche di origine recente e vengono prodotte da varie specie di piante tropicali.

Le principali caratteristiche distintive delle copali sono la durezza, l'elevato punto di fusione (180°) e l'insolubilità nei comuni solventi. Tra le copali si distinguono i seguenti tipi:

- Copali dure, come ad esempio la  Copale del Congo e di Zanzibar;

- Copali semidure, come ad esempio quelle del Kauri e della Sierra Leone;

- Copali morbide, come ad esempio quella di Manila prodotta da piante viventi.

Le Copali sono pressoché insolubili allo stato naturale, specialmente se si tratta di Copali fossili; esse  possono eventualmente essere rese parzialmente solubili per prolungato riscaldamento a 200° C- 220° C oppure per distillazione secca intorno a 400°C seguita da solubilizzazione in olii a caldo.

La difficile solubilizzazione delle Copali e delle altre resine fossili rende inadatti questi materiali come ingredienti per vernici pittoriche in quanto risulterebbero pressocché irreversibili nelle operazioni di restauro.

In passato le Copali sono state occasionalmente usate per verniciare dipinti ed oggi presentano grosse difficoltà alla rimozione.

In maniera simile si comporta l'ambra resina esclusivamente fossile, proveniente da conifere fossilizzate da milioni di anni. L'ambra è la più dura delle resine , praticamente insolubile in tutti i solventi ae esclusione degli olii in cui è parzialmente solubile a caldo.

Il termine antico ambra era probabilmente attribuito a molte resine dure, compresa la Sandracca , per cui è da ritenersi che le ottime proprietà ad essa conferite, fossero in effetti dovute ad altre resine con cui si preparavano vernici. L'ambra fornirebbe infatti una vernice molto scura, a lento essiccamento ed inadatta all'uso pittorico. L'ambra è stata invece estesamente usata come materiale per oggetti di uso ornamentale.